Stallo del kite

Perché il kite va in stallo

C’è poco vento e la vela stalla continuamente? In questo articolo ti spieghiamo cosa accade quando il tuo Kite va in stallo e quali solo i due errori più frequenti.

Prima di tutto definiamo però cosa si intende per stallo del kite. Si tratta della perdita di portanza (lift) da parte dell’ala, tale per cui viene meno la capacità di rimanere in volo. Quando il lift è minore del peso del kite, l’ala tenderà a cadere.

NOTA BENE! Lo stallo non avviene solo in caso di vento leggero. La vela può stallare anche in altre condizioni e la motivazione è sempre la stessa.

Tuttavia in caso di vento leggero è più facile che capiti, proprio perché è semplicissimo cadere nei due seguenti errori:

  • trimmaggio massima potenza 
  • barra troppo tirata.

Quando un kite perde potenza, viene infatti “automatico” pensare che sia necessario “potenziare”:

  • con il trimmaggio attivo (quello che si fa in navigazione grazie al movimento della barra lungo al cima e attraverso l’uso del trim del depower),
  • ma anche con il trimmaggio passivo (quello che si fa a terra e di cui ogni kiter dovrebbe essere a conoscenza).

Bene… NON è così! Anzi è proprio il contrario.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente è perché ti è capitato, ma non conoscendo ancora le leggi che regolano la dinamica di un kite in volo, non sei riuscito a darti una risposta.

Senza entrare ora troppo nel “tecnico”, quello che prima di tutto vogliamo farti arrivare è quanto sia importante cercare di comprendere cosa accade al tuo kite in volo quando agisci su un determinato sistema, che sia la barra, il trim del depower o ancora il trimmaggio a terra. 

In pratica… come cambia l’angolo d’attacco (o angolo di incidenza) del kite stesso.

L’angolo di attacco del kite

COS’E’ L’ANGOLO D’ATTACCO?

E’ l’angolo tra la linea della corda alare del kite (una linea immaginaria che collega il punto più
esterno del bordo d’entrata con il bordo d’uscita) e una linea orizzontale; misura l’inclinazione
del kite rispetto alla direzione del vento, influendo di conseguenza sulla potenza erogata
dall’ala.

Angolo di attacco del kite

COME VARIA L’ANGOLO D’ATTACCO

Per capire cosa accade, ecco cosa può esserti utile:

  • Visualizza la posizione della leading edge e della trailing edge.
  • Osserva quanto tessuto espone al vento quando è in volo e quanta resistenza genera al vento stesso.
  • Cerca di capire come si modifica l’angolo di attacco quando agisci su un determinato sistema, che sia la barra, il trim del depower o ancora il trimmaggio a terra.

ESEMPIO

  • Tirando la barra, tiriamo le backlines  e avviciniamo quindi a noi il bordo di uscita (trailing edge) della vela; in questo caso la vela “esporrà più tessuto al vento”. Il kite risulterà più potente (maggior portanza), ma anche meno veloce (in quanto opporrà maggior resistenza al vento). Abbiamo aumentato l’angolo di attacco.
  • Al contrario, allontanando da noi la barra, la vela “esporrà meno tessuto al vento”, perderà parte della sua potenza, ma acquisterà maggiore velocità. Abbiamo diminuito l’angolo di attacco.

Quando stalla il kite?

Ora abbiamo quindi chiaro come la POTENZA del kite cambi al variare dell’angolo d’attacco:

  • un angolo piccolo genera una potenza sufficiente a permettere al kite di rimanere in aria;
  • aumentando l’angolo aumenta la potenza del kite;

Tuttavia… con un angolo eccessivo il kite crea troppa resistenza e cade indietro (stallo).

In questa posizione, ossia quando l’angolo di attacco supera il valore limite, il kite “sente il proprio peso in volo”. Non è più in grado di generare la cosiddetta portanza e cade in stallo sulla trailing edge (back stall – B, vedi figura sotto).

Gli angoli d’attacco per essere efficaci dovrebbero essere compresi entro i 20 gradi circa (che certamente non possiamo metterci a misurare).

Naturalmente questa situazione vale sia con una errato trimmaggio attivo in navigazione sia con un errato trimmaggio passivo a terra (a massima potenza) e come detto anche con un trimmaggio errato in condizioni di vento sostenuto.

Se accorciamo troppo le back o allunghiamo troppo le front, il kite si troverà con un angolo di attacco troppo elevato, che lo porterà ad avere una posizione in volo che non gli permette più di seguire quelle che sono appunto le leggi della dinamica del volo.

NOTA BENE! Il giusto trimmaggio si ottiene con piccole modifiche, tenendo presente che oltre un certo limite il kite non diventa più potente ma solo più lento e che l’efficienza delle sue prestazioni si riduce.

Situazione differente è invece lo stallo sulla leading edge (front stall - A, vedi figura sotto).
Stallo del kite

Cosa fare in caso di stallo del kite

Ci siamo soffermati sulla situazione di vento leggero ed un errato trimmaggio.

Se la vela ti stalla continuamente, ricordati i due errori indicati sopra.

  • Depotenzia il kite
  • Allontana un po’ la barra

Non solo il tuo kite non andrà più in stallo, ma risulterà più reattivo e veloce. Così sarà più facile gestire la condizione di vento leggero!

Uscire con vento leggero è un ottimo modo per perfezionare la tua tecnica.

DOMANDA

Se sei sicuro di aver trimmato bene il tuo kite ma la vela stalla lo stesso, quale a questo punto può essere secondo te il problema?

Condividi il tuo pensiero nei commenti… 😉

Conclusioni

Se questo articolo ti sia stato utile, condividilo con chi può aver bisogno di leggerlo. Speriamo di averti incuriosito da aver accesso in te il desiderio di saperne ancora di più sull’argomento kitesurf.

Le informazioni che ti abbiamo fornito fanno parte della teoria del kitesurf che da sempre svolgiamo nei nostri corsi intensivi e nel percorso di coaching, che riguarda non solo la lezione a terra con l’istruttore ma anche tutte le risorse online che mettiamo a disposizione dei nostri allievi: manuale, video corso e questionari di apprendimento.

Se vuoi approfondire l’argomento relativo alla dinamica del volo del kite e alla teoria del kitesurf in generale, registrati qui sotto per richiedere info su come ottenere l’accesso ai nostri contenuti online!

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Corso online – Analisi del vento

Corso online – Analisi del vento

Per essere un vero kiter consapevole è fondamentale sapere cosa si sta facendo, come comportarsi in ogni momento ed essere in grado di gestire qualsiasi situazione senza mettere noi stessi e gli altri in pericolo. Il nostro VIDEO CORSO online ti permette di farlo direttamente da casa, con il nostro supporto da remoto.

La prima parte delle risorse è incentrata sulla teoria relativa all’analisi del vento, mentre la seconda parte ti fornisce tutte le informazioni necessarie per pianificare e organizzare una sessione di kite in sicurezza.

Nel nostro corso online sono infatti inclusi anche dei compiti che ti metteranno nelle condizioni di provare a ragionare per memorizzare più facilmente i contenuti.

In questi giorni stiamo proponendo nelle storie delle nostre pagine social, Instagram e Facebook, alcuni QUIZ proprio sull’analisi del vento. I quiz si rifanno ad alcuni degli argomenti teorici che creano maggiori difficoltà di comprensione e quindi di memorizzazione.

Teoria del kitesurf - il vento termico

Chi si è perso i quiz, li troverà comunque per un po’ di tempo  raccolti in una storia in evidenza su Instagram “Teoria del kite”.

Gli argomenti di questi giorni sono stati:

– l’orientamento del vento, le caratteristiche del vento da mare (on shore),

– le caratteristiche del vento da terra (off shore)

– il vento termico.

E ne seguiranno naturalmente altri nei prossimi giorni.

Se è vero che molti concetti si danno per acquisiti, è altrettanto vero quanto in realtà sia facilissimo cadere in errore.

Insomma un ripasso non fa mai male!

Se avete dei dubbi su un argomento in particolare, scrivicelo neo commenti… ci aiuta a capire come aiutarti attraverso i nostri contenuti sul sito e sui social.

Manuale di teoria del kitesurf 2020 - Corso online - Vento termico

Tutte le risorse del corso online sono naturalmente incluse nel corso base. Ma se sei un kiter autonomo e senti di aver bisogno di un ripasso questa potrebbe essere la modalità più adatta alle tue esigenze. Spesso l’inesperienza accanto all’inconsapevolezza genera ansia ogni volt anche ci si trova in un nuovo spot. Avere delle buone basi sulla “teoria” da mettere in pratica in spiaggia ti renderà più sicuro e anche più saggio agli ogni degli altri kiter.


I contenuti che realizziamo per i social sono gratuiti. Per questo motivo vi chiediamo di supportarci e vi invitiamo quindi

a seguirci sulle nostre pagine, a provare a rispondere ai quiz, a darci un feedback con i sondaggi, a salvare e infine a condividere i nostri contenuti.

Puoi anche lasciare un commento in questa pagina per farci sapere quali sono i contenuti che vorresti approfondire o che non ti sono sufficientemente chiari.

Attrezzatura kitesurf: 8 regole per la cura e manutenzione

Vendita vele usate airush

MANUTENZIONE dell’ATTREZZATURA

Come prendersi cura della propria attrezzatura, farla durare più lungo e risparmiare

Quando si decide di acquistare attrezzatura da kitesurf è normale sperare che duri il più possibile. L’attrezzatura da kitesurf non è economica e purtroppo nemmeno eterna, ma la durata dipende in gran parte anche dall’attenzione che riponiamo alla sua cura e manutenzione.

Inoltre, il controllo ordinario e periodico dell’attrezzatura è importante non solo per garantirne la durata nel tempo, ma anche e soprattutto per la tua sicurezza, riducendo il rischio di incidenti dovuti a rotture accidentali.

"Sono piccole attenzioni che fanno la differenza."

Fattori di usura

I fattori di usura sono legati principalmente all’esposizione agli elementi naturali.

  • Sole
  • Vento
  • Sabbia
  • Acqua salata

Sole

Il tessuto del kite, così come quello degli accessori in generale, può risentire dell’esposizione al sole, scolorendo e deteriorandosi. Non solo… Accanto a ciò c’è il problema delle valvole, che potrebbero scollarsi prima del tempo.

Vendita attrezzatura usata airush

Inoltre, lasciato a lungo sotto il sole, il kite si scalda e l’aumento di temperatura fa aumentare la pressione dei bladder che

Inoltre, lasciato a lungo sotto il sole, il kite si scalda e l’aumento di temperatura fa aumentare la pressione dei bladder che in alcune situazioni possono anche rischiare di esplodere.

Cosa fare?

  • Sgonfiare e rigonfiare il kite ad ogni sessione è una buona abitudine che bisognerebbe prendere anche quando rientriamo per sostituire l’ala, perché è cambiato il vento. Ti assicuro che dedicare 5 minuti per ritirarla non è tempo perso.
  • Non abbandonare mai l’attrezzatura al sole, se non per il tempo necessario affinché si asciughi; lasciarla asciugare all’ombra sarebbe comunque meglio.
Nota bene

Quanto detto sopra vale anche per le vele abbandonate nel bagagliaio dell’auto, che in estate diventa un forno. Non lasciamo mai il kite all’interno dell’auto parcheggiata al sole!

Vento

Sembra strano, ma anche il vento non è del tutto amico della vela. Lasciare il kite parcheggiato in spiaggia sventolare a lungo è deleterio per i tessuti, in particolare per il bordo d’uscita.

Inoltre, in caso di vento forte la sabbia viene sparata sul canopy di un kite parcheggiato sulla spiaggia, contribuendo a deteriorarlo.

Sabbia

Dakhla kite spot Attitude

La sabbia non è un elemento gradito, perché agisce da abrasivo dei tessuti. Quando si ritira l’attrezzatura (in primis la vela, ma non solo), sarebbe opportuno fare attenzione a non raccogliere troppa sabbia nel ripiegamento e, peggio ancora, eventuali sassolini o piccole conchiglie che potrebbero danneggiarla.

Attenzione inoltre perché la sabbia potrebbe far incastrare il sistema di sgancio rapido, per cui è fondamentale lavarlo e controllarlo ogni volta. E ancora… se vuoichel la tua papa duri più lungo, non abbandonarla sulla sabbia mentre sei fuori a fare kite.

Infine, il lancio o l’atterraggio in autonomia, così come strisciare il kite sulla spiaggia nel trasporto o semplicemente girandolo, potrebbe essere causa di microfori o microstrappi sul kite.

Nota bene

Analizzare lo spot in cui andremo a preparare l’attrezzatura per la sessione è una delle nostre priorità.

Controllare la superficie dove andremo ad appoggiare il kite è importante proprio per evitare di forare i bladder o provocare microfori sul canopy.

Acqua salata

La salsedine (come la sabbia) rischia nel tempo di agire da abrasivo dei tessuti e bloccare i sistemi di sgancio rapido. E’ opportuno quindi risciacquare sempre con acqua dolce, appena possibile, tutta l’attrezzatura.

Nota bene

Anche avendo sciacquato l’attrezzatura con acqua dolce, quando si ritira è bene che sia completamente asciutta, per evitare trasferimenti di colore o peggio ancora l’insorgenza di muffe.

Se non è possibile farlo alla fine della sessione, la laveremo e la metteremo ad asciugare non appena arrivati a casa. Vedremo nei prossimi capitoli nello specifico come comportarci.

Cura e controllo dell’attrezzatura

Abbiamo già visto come alcune buone abitudini possono allungare la vita del nostro kite e garantire anche la nostra sicurezza.

Ora approfondiremo nel dettaglio come prenderci cura della nostra attrezzatura e quali controlli effettuare.

Il kite

Normalmente il kite non si lava ad ogni uscita con acqua dolce, a maggior ragione se non è caduto in mare, anche perché spesso non è possibile farlo.

Il kite, come pure la sua sacca, si può quindi lavare ogni tanto, anche in base a quanto si è utilizzato. Cerchiamo però di non lasciar passare troppe uscite tra un lavaggio e l’altro, e se rientriamo da una vacanza preoccupiamoci di ritirarlo pulito fino al prossimi utilizzo.

Nel caso in cui non lo si possa o voglia lavare subito, cerchiamo almeno di ripulirlo dalla eventuale sabbia presente e ritirarlo asciutto.

Nota bene
  • Non strisciamo o trasciniamo la vela sul terreno, perché questa azione potrebbe essere causa di micro tagli o fori.
  • Preoccupiamoci di piegare la vela con cura! Non significa piegarla in modo maniacale e sempre nello stesso modo, in quanto le pieghe potrebbero nel tempo essere motivo di usura e strappi. Significa non infilarla nella sacca come un lenzuolo nella lavatrice. Arrotolare la vela è infatti addirittura meglio che piegarla.
“Check” del kite
Sostituzione valvole kitesurf Globe Kiter

E’ opportuno effettuare controlli periodici del kite, in modo tale da monitorare lo stato del tessuto e rilevare eventuali micro strappi o fori. Se si dovesse presentare un piccolo taglio o un microforo sul tessuto, è necessario ripararlo subito. Anche un microforo infatti potrebbe squarciare la vela in volo.

Inoltre se il kite tende a sgonfiarsi potrebbe esserci un microforo nel bladder o una valvola scollata. Anche in questo caso è meglio provvedere il prima possibile. Noi sconsigliamo di incollare le valvole scollate. E’ vero risparmierai qualche euro, ma la durata di una valvola incollata non sarà nel tempo un risparmio, ma al contrario un’ulteriore spesa.


A questo proposito ti ricordiamo che per qualsiasi problema al tuo kite, che necessiti di riparazione puoi telefonarci o scriverci attraverso i nostri Contatti o venire a trovarci direttamente alla scuola al Lido di Colico

Ci occupiamo di fare il controllo completo del tuo kite (tessuto, bladder e valvole)  e di darti informazioni precise sui costi di riparazione di cui necessita.


Boma, tavola, trapezio e accessori

Al contrario di quanto detto per il kite, è invece buona norma sciacquare con acqua dolce subito dopo ogni sessione boma, tavola trapezio e tutti gli accessori utilizzati, per prolungare la vita dei materiali ed evitare l’insorgenza di incrostazioni dovute a salsedine e sabbia.

Dakhla kitecamp
Nota bene
  • Nel quick relaese acqua salata e sabbia possono portare ad un indurimento del sistema di sgancio rapido o addirittura ad un inceppamento dello stesso.
  • Il sale indurisce le linee; sciacquando la barra si farà meno fatica a svolgerle nel preparare il kite alla prossima sessione.
  • Sulla tavola la salsedine può non solo deteriorarne i colori ma anche creare incrostazioni sulle viti che ne impediscono lo svitamento.
Controlli fondamentali
  • Effettuare controlli periodici del sistemi di di sgancio della barra e del leash per garantire l’efficacia dei sistemi di sicurezza.
  • Effettuare il controllo delle lunghezza e dell’usura delle linee e della eventuale presenza di nodi che possono diventare pericolosi punti di rottura in tensione.
  • Verificare anche l’integrità del trapezio. Un trapezio molto vecchio e mal curato potrebbe rompersi e sganciarsi durante una sessione o peggio ancora durante un trick.
  • Ultima ma non meno importante, controllate la vostra tavola e in particolare le viti; nel tempo si possono svitare, mettendovi in difficoltà durante una sessione.

Le 8 regole per la cura e manutenzione

Potremo riassumere quanto detto nei capitoli precedenti in 8 regole che vi aiuteranno a far durare più a lungo la vostra attrezzatura.

  1. Non abbandonare l’attrezzatura a lungo sotto il sole e al vento.
  2. Eliminare il più possibile la sabbia, prima di ritirarla, nell’impossibilità di lavarla subito.
  3. Non strisciare la vela sul terreno.
  4. Lavare accuratamente l’attrezzatura con acqua dolce appena possibile.
  5. Ritirarla asciutta.
  6. Piegare con cura il kite.
  7. In estate non abbandonare mai il kite nel bagagliaio dell’auto.
  8. Fare controlli periodici del kite e di tutta l’attrezzatura.

Non sottovalutare mai lo stato della tua attrezzatura è fondamentale. Prendersene cura significa preoccuparsi della sicurezza, non solo nostra ma anche degli altri.

Kite pop

Il pop nel kitesurf. Cos'è e come si esegue

Cos’è e come si esegue il kite pop

Il pop è uno degli elementi più importanti del kitesurf freestyle e wakestyle, partendo proprio dal salto base. Per saltare infatti non basta muovere il kite e tirare la barra, come spesso si sente dire, ma è fondamentale eseguire il kite pop.

Acquisire una buona tecnica ci permette non solo di “staccarci” dall’acqua senza muovere o invertire il kite, ma anche di saltare più in alto.

In questo articolo ci riferiremo al kite pop agganciato (Hooked). Tuttavia il pop è un trick che si esegue anche da sganciato (Unhoohed).

Il pop nel kitesurf. Cos'è e come si esegue

In cosa consiste?

Si tratta di contrastare improvvisamente il tiro del kite durante l’andatura, per essere tirati verso l’alto. In pratica quando ci si oppone velocemente al tiro del kite, si riceve un forza contraria che determinerà una sorta di effetto elastico.

Per eseguire il kite pop, con un movimento veloce e improvviso si stra-orza, cioè si porta la tavola in modo deciso e il più possibile in direzione del vento. Si genera quindi una resistenza alla trazione del kite che se rilasciata in modo opportuno ci permette di uscire dall’acqua ed essere sollevati in aria.

Il kite pop si può riassumere quindi come un movimento coordinato e veloce di orzata e stacco.

Perché eseguire un buon pop è importante?

Come abbiamo già accennato sopra, il pop è una manovra di fondamentale importanza in quanto è alla base dell’esecuzione di qualsiasi trick del kitesurf a partire dal salto base!

Ma vediamo tutti i passaggi nel dettaglio.

Il pop nel kitesurf. Cos'è e come si esegue Il pop nel kitesurf. Cos'è e come si esegue

Come si esegue?

  1. In planata a buona velocità fermare il kite a 45° (oppure ore 1, ore 11), caricare sui talloni, mantenendo la tavola ben spigolata.
  2. Per iniziare ad opporci al tiro del kite, aumentare lo spigolo della tavola, spostando il bacino (non le spalle) indietro verso il vento e portando quindi un carico maggiore sul trapezio; inizieremo a sentire crescere la trazione del kite (dovremo pertanto allungare le braccia e allontanare leggermente la barra).
  3. Ora, per generare la massima resistenza alla trazione del kite, necessaria per “staccarci dall’acqua”, basterà con un movimento deciso e improvviso stra-orzare (cioè portare la tavola il più possibile in direzione del vento), caricando senza esitazione tutto il peso sulla gamba posteriore, come se volessimo frenare improvvisamente.
  4. Questo è il momento il cui dovremo tirare la barra e alzare la gamba anteriore, lasciandoci “strappare” dalla forza del kite.
  5. Una volta in aria, guardando sempre dove stiamo andando, indirizzeremo la gamba anteriore al lasco e atterreremo quindi preparandoci ad ammortizzare sulle gambe.

Vediamo meglio nel dettaglio alcuni elementi.

Posizione del kite

Mantenere il kite alto, ore 1 o ore 11, ci permetterà di gestire in modo adeguato la pressione sul rail della tavola e di orzare a piacimento. Tenete le mani centrali sulla barra, in modo da evitare movimenti involontari del kite.

Velocità

Una buona velocità mi farà avere un maggiore effetto elastico. E’ bene quindi accelerare a sufficienza fino a quando si è ancora in grado mantenere un adeguato controllo e di orzare quando lo si desidera.

Carico sui talloni

Per aumentare la pressione sulla tavola e quindi la resistenza alla trazione del kite bisogna aiutarsi con il bacino come se ci si volesse sedere sull’acqua; non arretrare le spalle. Spostare le spalle significherebbe perdere più facilmente il carico sui talloni e l’aderenza della tavola. Abbassare il bacino indietro permette di mantenere lo spigolo della tavola con il carico sui talloni e di aumentare la resistenza alla trazione.

Orzata

Accanto ad una buona velocità, anche il movimento deciso del corpo mentre si orza e si carica sul posteriore permetterà di ottenere un miglior effetto elastico.

Quali sono le difficoltà iniziali?

Nell’eseguire il kite pop all’inizio si fa fatica a percepire quando la resistenza alla trazione è massima, a capire come caricare sul posteriore e quando tirare la barra.

Più si pratica e più migliorerà la percezione della resistenza alla trazione. Concentrarsi sulle sensazioni è utile per capire la differenza tra un pop riuscito e uno no.

Anche il movimento del bacino e il carico sul posteriore spesso non è chiaro. Guardare un video sull’esecuzione del pop via aiuterà meglio a capire la posizione. Orzare senza caricare tutto il peso sul posteriore vi porterà solo a frenare senza uscire dall’acqua.

Infine, può capitare di avere difficoltà a gestire il “tiro” sulla barra. Tirare la barra mentre si sta orzando, aumenterà solo la trazione del kite rendendo quindi vana la stra-orzata. La barra va quindi tirata immediatamente prima dello stacco. Al contrario, nella fase pre-stacco, quando si abbassa il bacino per aumentare la pressione sul rail della tavola e la resistenza alla trazione stessa, bisogna allontanare leggermente la barra proprio per garantire una buona stra-orzata.

Un esercizio per imparare ad eseguire il kite pop

Per prendere confidenza con la percezione della trazione del kite sul trapezio, che si genera spigolando la tavola e orzando, e capire quindi quando è il momento di staccare, all’inizio si consiglia di provare quella che sentirete chiamare la “serpentina”: poggiare leggermente prima di orzare di colpo.

Si può eseguire l’esercizio aumentando gradualmente la velocità e il carico in chiusura, finché non ci si staccherà dall’acqua.

Come si esegue la serpentina

Innanzitutto, il fatto di poggiare per qualche secondo (raddrizzare il corpo, riducendo lo spigolo e quindi appiattendo la tavola, andando al traverso o al lasco) permette di aumentare la velocità. Poggiando è importante tirare la barra per aumentare la trazione generata dal kite.

Subito dopo si aumenta di nuovo velocemente lo spigolo abbassando il bacino e contemporaneamente si allontana la barra quanto basta. Caricare sui talloni e aumentare lo spigolo della tavola ci permette quindi di ruotare bacino, spalle e corpo per portare la tavola di colpo verso il vento, chiudendo il più possibile di bolina, alla ricerca della stra-orzata. Al termine di questa fase dovremmo aver raggiunto la massima resistenza; non resta che tirare la barra e riprendere a poggiare reindirizzando la tavola al lasco e aumentando ancora un po’ la velocità.

La sicurezza prima di tutto

Ricordatevi che il caschetto e life vest non sono da utilizzare solo durante il corso base. Se iniziate a saltare è logicamente più sicuro indossarli.

Al contrario, il leash della tavola è assolutamente vietato, sempre! E a maggior ragione per chi inizia a saltare.

Inoltre, prima di iniziare a saltare, anche se si tratta di eseguire il pop, ricordatevi che è d’obbligo verificare di avere almeno 50 metri di spazio libero sottovento e almeno 30 sopravento.

Conclusioni

Fare una valutazione personale dei propri errori e capire come correggerli non è così semplice. Guardare un video tutorial o leggere un articolo come questo può essere certamente utile per iniziare ad provare un nuovo trick. Tuttavia quello che possiamo consigliarvi è di affiancare a questi metodi di didattica anche una lezione privata avanzata (per saperne di più CLICCA QUI). L’istruttore non vi spiega solo la tecnica, cercando di risolvere i dubbi legati alla lettura di un articolo o alla visione di un video, ma vi osserva durante la pratica, capisce i vostri errori ed è in grado di aiutarvi a correggerli.

Il pop è davvero un passaggio importante nella vita di ogni kiter. Per questo motivo non bisogna avere fretta di impararlo per procedere allo step successivo del salto base.

Per migliorare bisogna solo continuare a praticare. Quando vi sentirete sufficientemente a vostro agio nell’esecuzione, inserendo il movimento dell’ala sarete pronti per chiudere anche il salto base.

Una buona esecuzione del pop vi porterà a saltare molto in alto!

Provando il kite pop

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