Self Rescue

Self Rescue – Perché è importante e come si esegue

Il Self Rescue è una manovra di autosoccorso che si esegue in caso di emergenza e che è bene conoscere in tutti i suoi passaggi. Tuttavia ci si imbatte ancora in kiters che ne hanno sentito parlare, ma che non si sono mai preoccupati di imparare a dovere.
Quando chiediamo:
“Hai mai fatto il self rescue?”,
la risposta più frequente è:
“Solo durante il corso base, ma non mi ricordo più come si fa”.

Self rescue kiteboarding

Perché il Self Rescue è importante

Un kiter realmente indipendente è colui che è in grado di entrare in acqua consapevole di poter gestire qualsiasi situazione e condizione e che ha tutte le conoscenze necessarie, accanto ad una certa dose di esperienza, per trovare la soluzione giusta ad ogni problema.

Imparare il Self Rescue quindi non è solo importante; è fondamentale, perché è una delle condizioni che permette di ottenere la vera indipendenza.

La manovra di Self Rescue non è affatto così complicata.

In questo articolo cercheremo di spiegarvi i passaggi. Tuttavia la sola lettura di un testo, che riporti delle spiegazioni, può certamente esser utile, ma non permettere del tutto la comprensione della tecnica di esecuzione. Per questo motivo, consigliamo comunque a tutti i kiter autonomi che non conoscono la manovra o che non sono sicuri di eseguirla correttamente di richiedere la lezione o una supervisione durante la prova pratica.

Per chi invece sceglie di svolgere il corso base/intermedio presso la nostra scuola al Lido di Colico, la lezione di self rescue è già un passaggio obbligatorio per accedere al lift e così pure per avere la certificazione IKO (clicca Principianti – struttura corso base).

Da non dimenticare

  1. Esercitarsi a terra e soprattutto provare la manovra di self rescue alla fine delle vostre session, senza aspettare di trovarsi in condizioni di emergenza e averne reale bisogno, vi permetterà di impararla a dovere e sapere esattamente cosa bisogna fare in caso di necessità.
  2. Per uscire in sicurezza valutate sempre prima di ogni session le vostre capacità tecniche, le vostre condizioni fisiche, il meteo e non dimenticate di avvisare comunque qualcuno a terra della vostra uscita in mare.
  3. Non allontanatevi mai troppo dalla costa.
  4. In una situazione di emergenza cercate sempre di mantenere la calma e non farvi mai prendere dal panico.
  5. Ricordatevi che abbandonare kite o la tavola, durante una situazione di emergenza, non è mai una buona idea, perché servono da appoggio e soprattutto son ben visibili a chi ci presterà soccorso.

Settimana del self rescue – stagione 2025

Quest’anno Globe Kiter propone nella nostra sede operativa al Lido di Colico una settimana finalizzata a rendere tutti consapevoli dell’importanza del self rescue.

Potrai prenotare la tua partecipazione in una delle giornate all’interno della settimana indicata qui seguito e accedere alla lezione con una quota speciale per l’evento.

La settimana in programma è:

  • dal 23 al 27 GIUGNO

In cosa consiste?

  • spiegazione teorica e dimostrazione pratica di tutti i passaggi della manovra a terra;
  • prova pratica a terra;
  • prova pratica in acqua alta alla fine dell’uscita in lift, supervisionata dagli istruttori della scuola.

DURATA: 1 giornata

ORARIO: dalle 11 alle 18/19

Come si esegue il Self Rescue

La prima cosa da fare è lasciare la barra (il kite perderà potenza e cadrà) e attivare quindi il Quick Release (sistema di sgancio rapido) del Chicken Loop, in modo che la potenza del kite si riduca completamente ed il kite cominci a sventolare.

Si rimane connessi al kite attraverso il leash che è attaccato alla linea di sicurezza. La vela si posiziona quasi sempre con l’intradosso rivolto verso il basso.

SUGGERIMENTO

Quando si manda il kite in sicura è opportuno stare attenti anche alla tavola.

A questo punto bisogna avvicinarsi alla barra, afferrando la linea di sicurezza sempre con la mano rivolta verso il basso (cioè dalla parte superiore, come in foto), mantenendo il pollice in alto e fuori dalla presa; questa presa ci permette di rilasciare facilmente, in caso di necessità, senza subire abrasioni.

Come si prendono le linee nel self rescue

ATTENZIONE

Non avvolgere mai una parte del corpo attorno alle linee.

SUGGERIMENTO

Alcuni sistemi re-ride non possiedono la sfera di bloccaggio dello scorrimento della linea di sicurezza, che può scorrere quindi quasi fino al kite. In questo caso, avvicinarsi alla barra, risalendo lungo la linea di sicurezza come descritto sopra, di almeno una lunghezza alare, cioè per una distanza tale che permetta alla vela di rimanere depotenziata (e di continuare a sventolare).


Arrivati in prossimità della barra, non lasciare la linea di sicurezza, ma bloccarla con due nodi di mezzo collo intorno all’estremità della barra. Iniziare quindi ad avvolgere la parte allentata intorno al terminale della barra. Si avvolge fino a che non si arriva all’attacco della linea stessa al leash. A questo punto si blocca di nuovo con due nodi di mezzo collo. Il kite non dovrebbe prendere più potenza e la linea di sicurezza rimarrà logicamente più corta delle altre.


Tenendo la barra con una mano, si prendono tutte le linee insieme con l’altra mano e si iniziano ad avvolgere possibilmente ad otto intorno ai terminali della barra. Ci si avvicinerà sempre di più al kite.

Si procede finché non si arriva a circa 3 metri dal kite.

Si assicurano quindi le linee con due nodi di mezzo collo, in modo che non possano sciogliersi dalla barra durante le fasi successive.

SUGGERIMENTO

Fare anche un paio di nodi di mezzo collo durante la fase di avvolgimento delle linee.

A questo punto si può lasciare andare la barra e prendere il kite.

Raggiunto il kite, ora si può utilizzare proprio la vela come mezzo di galleggiamento o come mezzo di autosoccorso.

Girare il kite in “smile position”

Il kite deve avere l’introdosso rivolto verso l’alto (posizione “smile” o a “U”), per poter essere visibili o per poter eseguire un autosoccorso.

Se il kite non è in questa posizione, bisognerà girarlo.

Ci si sposta verso un’estremità del kite.

Per far girare il kite, con una mano sopra la leading edge (quella rivolta verso il tip più vicino) si spinge verso il basso, mentre con la mano opposta, posizionata sotto la leading edge, si spinge verso l’alto; si gira esattamente come si fa a terra, semplicemente spostandosi molto più verso una delle due estremità della vela. Il vento e la pressione sul bordo di attacco aiuteranno a far girare il kite.

Il kite come mezzo di galleggiamento o vela

In situazioni di emergenza in cui il vento sia off shore oppure cali improvvisamente, possiamo semplicemente usare la vela come mezzo di galleggiamento e attendere l’imbarcazione di soccorso oppure nuotare verso riva.

Coricarsi sopra al kite perpendicolarmente alla leading edge  con la testa rivolta verso la leading edge stessa e i piedi verso la trailing edge. Aspettare quindi i soccorsi oppure nuotare per avvicinarsi a riva.

Nel caso in cui il vento sia side on o on shore e non siamo visibili ad imbarcazioni di soccorso,  si può usare il kite come vela per arrivare fino alla spiaggia.

Per fare ciò bisogna poter piegare il kite facilmente; può quindi essere necessario sgonfiarlo leggermente.

ATTENZIONE: in questo caso il kite si sgonfia dalla valvola di INFLATE (la valvola di gonfiaggio) che permette di controllare la quantità di aria che esce; non usare la valvola di deflate, perché il kite si sgonfierebbe completamente.

Si tira  quindi una briglia in modo da avvicinare le estremità del kite e afferrare le eventuali maniglie presenti sulla leading edge.

Il kite piegato crea la vela con cui sfruttare il vento per farsi trascinare verso riva.

SUGGERIMENTI

Se non sono presenti maniglie sul kite, usare le briglie.

Se il kite è grande, si potrà piegare l’estremità dell’ala solo fino a metà, coricandosi lungo il bordo di attacco. Logicamente si afferrerà la maniglia verso la direzione in cui dobbiamo andare.

Si può anche usare una gamba o un braccio per controllare la direzione di navigazione, come si fa durante l’esecuzione della bolina in body-drag.

Arrivati in spiaggia

Una volta in spiaggia si svolge la barra lasciando le linee attaccate, per evitare la formazione di nodi.

Si stendono le linee e, solo dopo averle divise, si staccano dal kite.

Vuoi diventare un vero kiter autonomo e consapevole?

Partecipa alla nostra settimana evento dedicata al Self Rescue!

Ti mostreremo i tanti trucchi che Globe Kiter conosce per eseguire il self rescue al meglio e senza difficoltà.

Come fare a partecipare alla settimana di self rescue?

Inviaci la tua richiesta di partecipazione indicando uno dei giorni della settimana indicata:

  •  scrivici via whatsapp al numero della scuola 3385907887 “partecipazione self rescue – indica la data

Riceverai le informazioni sulle modalità per partecipare e la quota richiesta.

Intensità del vento

Analisi del vento – Intensità

In questo articolo continuiamo il discorso sull’analisi del vento, parlando del terzo fattore: l’intensità.

Nell’articolo precedente abbiamo iniziato a parlare di “Analisi del vento prima di una sessione di kitesurf” perché…

“per organizzare/pianificare una sessione di kite è necessario proprio partire dall’analisi del vento

Questo vale anche se non sei un kiter principiante, soprattutto se stai per far kite in uno spot nuovo.

Logico che se stai uscendo nel tuo home spot si presuppone che tu abbia già piena conoscenza di tutte le eventuali condizioni possibili e relative difficoltà.

COSA SIGNIFICA FARE L’ANALISI DEL VENTO

Significa che la prima cosa da fare quando si è su un nuovo spot, o quando si sta pianificando un’uscita in una località nuova è analizzare 4 fattori relativi lal vento:

  • la direzione
  • l’orientamento
  • l’intensità
  • la qualità

Saremo ripetitivi… ma molti non si preoccupano di valutare almeno 2 dei 4 fattori elencati sopra.

Perciò memorizza queste 4 parole perché ti risolveranno tante insicurezze e problemi.

RICORDA – Questa è solo la prima delle cose da fare per mettersi nelle condizioni di uscire in sicurezza.

Nell’articolo precedente abbiamo discusso in merito alla direzione ed orientamento del vento su uno spot. Oggi parleremo di INTENSITÀ del vento.

intensità del vento a Soma Bay

COME SI MISURA L’INTENSITÀ

Quando si parla di intensità o forza del vento ciò che si va in realtà a misurare è la velocità. La misurazione della velocità del vento avviene attraverso uno strumento che si chiama anemometro.

Per un fisico naturalmente forza, intensità e velocità assumono significati differenti, ma per un kiter possiamo senza dubbi dire che sono la stessa cosa. 😀

Non sentirete mai domandare “Quanto veloce è il vento oggi?” e nemmeno “Qual è oggi l’intensità del vento?” o ancora “Quanto intenso è il vento oggi?”

Quando si parla di intensità infatti l’unica domanda che viene in mente è semplicemente “Quanti nodi ci sono?”. Al massimo sentirete: ” Quanto forte è il vento oggi?”

Ciò che alla fine interessa ad un kiter è solo un valore numerico. E per capire di quale valore numerico stiamo parlando torniamo al discorso sulla misurazione della velocità del vento.

Le unità di misura della velocità del vento sono:

  • NODI
  • Km/h
  • m/sec
  • BEAUFORT
NOTA BENE:  1 nodo corrisponde a 1,852 km/h (circa la metà del valore in km/h).

Sulla questione intensità però ci sono diverse osservazioni che si possono fare.

Innanzitutto c’è da dire che in molti siti si trovano anche unità di misura differenti rispetto ai nodi e ai km/ora. Anche se è raro potresti trovare i m/sec (1 nodo corrisponde a 0,5144 m/s; circa il doppio dei m/s)

SCALA BEAUFORT

E non solo. In alcuni siti, in particolare quelli di statistica del vento nelle varie località, troverai la cosiddetta scala Beaufort: una misura empirica della forza del vento che a seconda della sua intensità va da 0 a 12, sulla base degli effetti sulla terra e sul mare: 0 corrisponde a CALMA e 12 URAGANO.

NOTA BENE

Il “vento navigabile” con attrezzatura “standard” da kitesurf (kite gonfiabili e tavola twintip) deve avere intensità di almeno 4 Beaufort (>10 nodi). Tuttavia ormai esistono vele foil e tavole hydrofoil (la cui tecnica di navigazione è differente) con cui si riesce ad uscire anche con condizioni di brezza (< 4 Beaufort).

I valori Beaufort che possono quindi essere utili per un kiter vanno da 4 a 6-7 (a seconda dell’esperienza che abbiamo); in pratica in tutti quei casi in cui si parla di “vento“, dal moderato al vento forte. Tieni presente che con vento forte (7 Beaufort) è possibile uscire, ma è necessario avere la giusta dose di esperienza e attrezzatura adeguata, per evitare di mettersi in situazioni di difficoltà o peggio ancora pericolo.

Conoscere la statistica relativa all’intensità del vento di una determinata località può essere utile per organizzare al meglio la tua prossima vacanza kite.

Sapere che condizioni ci sono dove stai pianificando di andare è utile per farsi un’idea del livello di difficoltà dello spot. Inoltre è indispensabile per capire che misure di kite portare.

VENTO TERMICO

Nella determinazione dell’intensità del vento di alcune località/spot bisogna tenere conto di un importante fenomeno locale, il cosiddetto vento termico (o brezza marina), il cui principio base sta nella differenza di temperatura (e quindi di pressione) tra terra e mare.

Il valore dell’intensità segnalato nei vari siti non ne tiene tuttavia conto. Ecco quindi che a volte non è sufficiente cercare quanti nodi sono previsti, ma è necessario informarsi anche attraverso altri canali: forum, centri in loco, ecc…

Bisogna inoltre tenere conto se si tratta di una zona desertica oppure no. Ad esempio a Soma Bay in piena estate, se windfinder segna 20 nodi di previsione, in realtà potrebbero essercene 30. Dieci nodi di termico non sono pochi e possono cambiare del tutto la valutazione sull’attrezzatura da portare e sulle mie capacità di gestire la condizione di vento.

NOTA BENE

Come forse già saprai, il vento termico non si verifica solo al mare. Si genera anche nelle zone di lago (leggi l’articolo “Il vento nell’incredibile spot del lago di Como”), altrimenti noi non ci troveremmo a Colico tra aprile e settembre. 😄

CONCLUSIONI

Nel nostro percorso di Teoria del kitesurf per diventare un vero kiter consapevole, affrontiamo anche questo argomento, cercando di fornire tutte le informazioni che possono essere utili per pianificare una sessione/vacanza kite.

Non solo. L’argomento intensità viaggia in parallelo con quello relativo alla qualità del vento. Non si tratta solo di definire se il vento è costante o rafficato, ma anche di scoprire quali sono tutti quei fenomeni/effetti che possono determinare delle alterazioni della direzione o dell’intensità, generando zone di turbolenza, correnti ascensionali, che possono mettere un kiter in difficoltà o nel peggiore dei casi in pericolo.

Il nostro non è infatti un percorso solo per principianti… ma per tutti quei kiter autonomi, che hanno capito che per uscire in sicurezza è necessario aver acquisito alcune importanti nozioni teoriche.

Analisi del vento – Direzione e orientamento

Analisi del vento prima di una sessione di kitesurf

La prima cosa che dico e raccomando agli allievi che iniziano in corso con noi è: “Per organizzare/pianificare una sessione di kite è necessario partire dall’analisi del vento

Può sembrare una banalità, ma non lo è. Te lo assicuro. Sovente ci capita di vedere kiter già autonomi che si precipitano in acqua in spot nuovi, senza un minimo di analisi e valutazione pre-sessione.

Cosa comporta? Che spesso poi si trovino in difficoltà perché non avevano tenuto conto di alcuni fattori di non poca importanza.

Per questo partiamo proprio da qui.

COSA SIGNIFICA FARE L’ANALISI DEL VENTO

Significa che la prima cosa da fare quando si è su un nuovo spot, o quando si sta pianificando un’uscita in una località nuova è analizzare 4 fattori relativi lal vento:

  • la direzione,
  • l’orientamento,
  • l’intensità
  • la qualità

Come ti ho anticipato può sembrare una banalità, ma non lo è. Ti assicuro che molti non si preoccupano di valutare almeno 2 dei 4 fattori elencati sopra.

Quindi ti avviso. Sarò ripetitiva…

ma inizia a memorizzare queste 4 parole perché ti risolveranno tante insicurezze e problemi.

NOTA BENE – Questa è solo la prima delle cose da fare per mettersi nelle condizioni di uscire in sicurezza.

Ora analizzeremo i primi due di questi quattro importanti fattori, sperando di non fornirti solo delle informazioni ma di darti degli spunti su cui riflettere.

DIREZIONE

Vento forte Soma Bay - analisi vento

La prima cosa da fare è imparare a riconoscere la direzione del vento (da dove arriva).

Conoscere la direzione del vento è importante per organizzare l'intera sessione di kite, a partire dalla fase di preparazione dell’attrezzatura a terra, al momento del lancio del kite fino alle andature che avremo in navigazione.

Per capire la direzione del vento, ci sono diversi metodi. Quelli che noi consigliamo sono:

  • Se ci sono bandiere, osservare come sventolano.
  • Se siamo in una spiaggia di sabbia, raccoglierne un po’ e lasciarla cadere osservandone la direzione.
  • Se ci sono imbarcazioni, osservare com’è direzionata la prua.

Ma se ti trovi in uno spot in cui non ci sono bandiere, non c’è sabbia, non ci sono barche… qual è il modo migliore per capire la direzione del vento?

  •  Imparare a sentirlo con le orecchie… IL PIU’ IMPORTANTE! Ci credi che questa è tuttavia una delle modalità che in molti non conoscono? Magari tu non sarai tra loro, ad ogni modo ti spiego come fare:

Inizia a girare lentamente intorno a te stesso finché non sentirai il vento soffiare uniformemente da entrambe le orecchie. A questo punto ti troverai esattamente con il viso rivolto al vento e avrai capito da dove arriva.

Ti assicuro che molti si mettono a osservare alberi e capelli (che io sconsiglio), piuttosto che pensare di “ascoltare il vento”.

RICORDATI che la tua posizione in acqua sarà con le spalle al vento.

ORIENTAMENTO 

Con orientamento del vento intendiamo la direzione del vento rispetto allo “spot”, luogo/posto da cui stiamo per uscire in kite.

Si parla di orientamento

  • ON SHORE: vento che proviene dal mare e va verso la terra, perpendicolare alla spiaggia.
  • OFF SHORE: vento che proviene dalla terra e va verso il mare.
  • SIDE o CROSS SHORE: vento che soffia parallelo alla spiaggia.

C’è poi anche da considerare la direzione “obliqua”, da terra (SIDE OFF) e da mare (SIDE ON).

teoria del kitesurf - orientamento del vento. Direzione del vento rispetto allo spot

Quali sono le principali differenze?

Il vento arriva da mare (ON) è per fortuna spesso costante, a differenza di quello che arriva da terra (OFF e SIDE OFF).

Ricordati però che nel momento in cui alzi il tuo kite in volo con vento ON SHORE, ti trovi a terra e il tuo sguardo sarà proprio rivolto verso la spiaggia. Significa, che non puoi permetterti errori nel controllo del kite e a maggior ragione nella fase di lancio. Con il vento ON shore inoltre non sei agevolato nell’uscita, soprattutto se sei un principiante o sei autonomo da poco e non hai ancora fatto del tutto tua la bolina.

Quindi, se non controlli ancora bene la vela, sbagli ancora le partenze in acqua o non bolini, con l’orientamento on shore potresti rischiare incidenti in spiaggia.

Ecco uno dei motivi per cui il vento da NORD dalla spiaggia del lido di Colico non è per tutti! Il vento da nord oltre ad essere un vento rafficato, arriva con direzione ON SHORE. La spiaggia è piccola; ci sono diversi alberi e possono esserci persone che prendono il sole, fanno il bagno o camminano.

Il vento che arriva da terra (OFF e SIDE OFF) è invece facilmente molto rafficato. La presenza di ostacoli sulla terra ferma, quali costruzioni o alberi, possono infatti rendere il vento particolarmente agitato e turbolento.

Per questo motivo è assolutamente indispensabile avere un buon controllo del kite. Non solo, anche delle andature. 

ATTENZIONE infatti, perché una volta in acqua se non controlli le andature, il vento ti porterà in mare aperto. Ecco perché anche in questo caso devi aver consolidato l’andatura di bolina, altrimenti non riuscirai a rientrare. 

Forse ti starai chiedendo perché il vento da NORD è rafficato, visto che non è Off, ma On shore.  Tieni presente che a Colico non siamo al mare. Al lago siamo circondati dalle montagne e in vento da nord arriva proprio da lì. La morfologia del territorio da cui proviene fa sì che sia un vento particolarmente agitato e più è forte, più facilmente sarà rafficato.

NOTA BENE

Indipendentemente dal tuo livello…

E’ comunque assolutamente SCONSIGLIATO uscire in condizioni di Off shore e di Side Off shore senza la presenza di un centro che fornisca il servizio di recupero e salvataggio (SERVIZIO di RESCUE).

Il vento potrebbe calare improvvisamente così come potremmo avere un problema con l’attrezzatura. Senza un servizio di rescue la tua sessione non sarebbe sicura perché non saresti certo di riuscire a rientrare a terra.

Terminiamo con l’orientamento del vento SIDE e SIDE ON. Se ti trovi in queste condizioni, puoi stare tranquillo. In entrambi i casi è infatti possibile allontanarsi facilmente dalla spiaggia senza pericolo e allo stesso modo rientrare in caso di imprevisto: sarà il vento a portarti a riva.

Un minimo di attenzione in più solo con il vento che soffia parallelo alla spiaggia, perché se dovesse girare da side a side off potrebbe diventare un problema.

RICORDATI
  1. in fase di lancio è sempre meglio che sia l’assistente con la vela in mano a trovarsi nel lato più vicino al mare.
  2. Non alzare la vela allo zenith. Tienila a qualche metro da terra e cammina verso l’acqua. Quando sarai in acqua alza la vela allo zenith e preparati a partire.

CONCLUSIONI SULLA PRIMA PARTE DELL’ANALISI DEL VENTO

Conoscere la direzione e l’orientamento ti darà subito indicazioni per capire se quello spot è adatto a te.

ATTENZIONE! Non significa che non si possa mai uscire con le altre condizioni di orientamento di vento.

Ci sono anche altri fattori che si possono valutare sulla base del livello del kiter e che spieghiamo in modo approfondito nel nostro percorso per kiter consapevoli.

Questa è solo una delle prime lezioni delle lezioni di teoria che svolgiamo nei nostri corsi. Se vuoi saperne di più clicca sul pulsante e scopri il nostro percorso di teoria online per diventare dei veri kiter consapevoli.

Teoria del Kitesurf - Percorso Globe Kiter per diventare un vero kiter consapevole

Toeside

Navigazione in toeside

La navigazione in toeside è il primo step che normalmente affronta un Kiter che è diventato autonomo e vuole iniziare a progredire.

Prima ancora del pop e salto base è proprio questo il primo trick su cui dovresti iniziare ad esercitarti.

Si tratta della navigazione sulle punte dei piedi, con il petto che guarda la vela, a differenza del BLIND che è una manovra più avanzata e che prevede sempre la navigazione sulle punte dei piedi ma con la schiena rivolta verso la vela.

Navigazione in toeside

La progressione di questa andatura avviene in 3 steps:

  1. toeside transition
  2. navigazione di lasco in toeside
  3. perfezionamento postura per la navigazione al traverso e di bolina in toeside

Spiegare l’andatura in toeside e pretendere che lo si esegua subito esattamente come da 3° step è quasi sempre inutile. Questo è quanto troverete nella stragrande maggioranza dei tutorial. Certo in qualche raro caso capita che l’allievo sia particolarmente portato e non trovi nessuna difficoltà nell’eseguirlo, ma di regola è sicuramente più semplice dividere la progressione in 3 fasi

1/ TOESIDE TRANSITION

Si tratta di imparare a far scivolare la tavola portando la gamba posteriore al posto della gamba anteriore e procedere subito dopo con il cambio mura.

Preparati navigando ad una velocità che sei in grado di gestire con tranquillità. Quando ti senti pronto/a porta la vela un po’ più alta (ore 11 o ore 1 a seconda della direzione in cui stai navigando), appiattisci leggermente la tavola e facendola scivolare porta la gamba posteriore al posto di quella anteriore. A questo punto richiama la vela nella direzione opposta rispetto all’andatura precedente. Guarda la vela; in questo modo la tavola seguirà la trazione del kite facendoti chiudere il cambio mura senza quasi che tu te ne accorga.

Fai pratica in entrambe le direzioni e scoprirai subito se ce n’è una in cui ti senti più a tuo agio.

  • Toedside transition
  • Toedside transition

2/ ANDATURA DI LASCO

Dopo aver fatto pratica con il cambio mura in toeside, quando ti sentirai sicuro potrai iniziare a cercare di tenere il bordo nella stessa direzione di andatura in cui stai navigando. Una volta fatta scivolare la tavola e portata la gamba posteriore al posto di quella anteriore, invece che richiamare la vela nella direzione opposta, la manterremo nello stesso quadrante riportandola un po’ più a 45°. Per cercare l’equilibrio sulla tavola può essere di aiuto staccare la mano anteriore.

Attenzione però… il braccio bilancia il carico “sopravento” e non va quindi rivolto verso il tip posteriore della tavola.

  • errori toeside

Inizia con bordi piccoli e se senti che stai perdendo potenza, chiudi subito la manovra cambiando mura. Nell’andatura di lasco potresti infatti perdere facilmente potenza e sentire la tavola che inizia ad affondare, così come potresti caricare troppo la nuova gamba posteriore.

All’inizio è normale che la tua andatura sia al lasco…

Facilmente perderai parecchia acqua, perciò prima di riprovare, recupera con un paio di bordi di bolina.

3/ ANDATURA DI TRAVERSO/BOLINA

Quando hai acquisito confidenza con la tenuta del bordo al lasco e riesci a fare bordi medio lunghi, puoi iniziare a correggere la postura per lavorare al meglio sullo spigolo della tavola grazie al carico sulle punte dei piedi. Puoi aiutarti staccando la mano anteriore per bilanciarti, spostando il peso del tuo corpo verso il vento, ovvero sullo spigolo della tavola sopravento, lavorando quindi sulle punte dei piedi.

E’ facile all’inizio cadere nell’errore di caricare in modo eccessivo il posteriore. In questo modo la tavola non lavorerà su tutto lo spigolo e non riuscirai a navigare di traverso o bolina.

Impara quindi non solo a direzionare il tuo peso verso il vento, ma anche a spostare il baricentro verso il centro della tavola piegando le ginocchia quanto basta. Il corpo si inclina sopravento verso l’acqua, ma il baricentro rimane quasi centrale sulla tavola. La postura finale è molto soggettiva e dipende spesso dallo stile del kiter, ma l’obiettivo è sempre lo stesso. Far lavorare al massimo lo spigolo sopravento della tavola. In questo modo riuscirai a regolare meglio la velocità, ottenendo almeno la direzione al traverso. A questo punto puoi iniziare pian piano a stringere l’angolo di andatura facendo pressione con le punte dei piedi verso la bolina.

QUATTRO ERRORI COMUNI NELL’APPRENDIMENTO DEL TOESIDE

Alcuni errori li avrai già compresi nella descrizione delle 3 fasi per l’apprendimento del toeside. Qui li vediamo nel dettaglio. Quelli più frequenti che abbiamo individuato sono quattro.

1) ALLONTANARE LA BARRA

Un errore classico a partire dalla fase di cambio mura è sempre l’allontanamento della barra per ridurre la velocità. Così però non ridurrai solo la velocità ma farai perdere potenza alla vela con il risultato finale che la tavola affonderà. Allo stesso modo anche aggrapparti alla barra ti impedirà di avere il giusto controllo.

2) PETTO RIVOLTO SOPRAVENTO

In tutte le fasi il petto rimane sempre rivolto verso la vela. Ruota solo il bacino. Un altro classico errore è infatti proprio quello di ruotare il petto sopravento, già alla fine dello scivolamento della tavola. In questo modo però senza rendercene conto agiremo sulla barra. La vela perderà potenza facendo affondare la tavola.

errori nell'apprendimento della navigazione in toeside

3) CARICO SUL POSTERIORE

Lo abbiamo già citato nella descrizione della terza fase. Un altro errore sovente è proprio quello di non distribuire il carico sul tutto lo spigolo della tavola, ma di rimanere con tutto il peso sulla gamba posteriore. In questo modo la tavola lavora a metà. Avrò meno controllo della velocità, non riuscirò a tenere il traverso e ancor meno a bolinare. Se in navigazione osservi la tua tavola riuscirai ad accorgerti dallo schizzo che sta facendo se stai caricando male.

L’errore è esattamente lo stesso che si compie nel corso principianti quando si inizia a navigare in heel side, ma invece che appendersi al trapezio si rimane in equilibrio caricando tutto il peso sul posteriore.

4) VELA TROPPO BASSA

Ultimo errore che vogliamo evidenziare è quello di portare e tenere la vela troppo bassa in andatura. Ciò avviene già in fase di scivolamento della tavola, perché anziché rimanere morbidi sulla barra si dà troppo comando con la mano anteriore. Nella fase di apprendimento la vela bassa sbilancia il corpo e rende sicuramente più difficoltosa la postura sulla tavola in toeside.

CONCLUSIONI

Naturalmente gli errori non finiscono qui, ad ognuno i suoi… e alla fine si tratterà di affinare il proprio stile in toeside.

Quindi, se sei arrivato all’autonomia e stai praticando da un po’, se hai perfezionato il tuo stile in navigazione heel side (vedi video short YouTubeo su Instragram) e chiudi con sufficiente sicurezza le transizioni continue scivolate, è arrivato il momento di progredire e praticare qualcosa di nuovo. E’ arrivato il momento di provare il toeside.

toeside Diego

Ti svelo un SEGRETO.

Io ho fatto più fatica a chiudere con consapevolezza le transizioni continue scivolate che la transizione in toeside. Perciò in ogni caso puoi sempre provare 😉

Quali errori trovi nello scatto qui sotto?

Scrivilo nei commenti. 🙂

Depower

Trimmaggio in navigazione. Come usarlo davvero al meglio

Ci capita spesso di vedere kiters che durante la loro sessione navigano “non in posizione”… e non si aiutano con il trim del depower. Quando si chiede loro perché non l’hanno usato, la risposta è sempre la stessa:

“Già… non ci ho pensato!”

Il trimmaggio attivo o dinamico, insomma quello in navigazione, non è solo legato alla barra! E per quanto possa apparire una banalità, in realtà non lo è proprio per tutti. In particolare è normale che non lo sia quando si è diventati autonomi da poco. Ma talvolta capita anche dopo. Per questo ci teniamo a darti con questo articolo un ottimo motivo per non dimenticartene.

trim del depower

Sicuro di usare il depower in modo corretto?

Come dicevamo prima forse a qualcuno sembrerà un concetto scontato, tuttavia spesso osserviamo kiters in navigazione (più o meno esperti) che pur conoscendo la teoria poi si dimenticano di mettere la teoria stessa in pratica.

Noi ripetiamo sovente quanto sia importante saper regolare il settaggio della vela attraverso il trimmaggio… a terra come in acqua. Ecco perché ci teniamo a ricordarti che il depower viene in tuo aiuto e va usato ogni volta che serve!

TRIMMAGGIO ATTIVO/DINAMICO

Come sicuramente già saprai si tratta della possibilità di potenziare o depotenziare la vela mentre è in volo e stai navigando ed è quindi legato alla capacità della barra e del trim del depower di modificare l’angolo di attacco (se tuttavia non ricordi cos’è ti consigliamo di ripassarlo nel nostro articolo “Stallo del kite).

Usare al meglio il trimmaggio in navigazione significa ricordarsi che esiste anche il trim del depower. Perché se è vero che tutti sanno che esiste, non tutti però si ricordano di usarlo quando serve.

Perché è importate il trim del depower?

Non si tratta semplicemente del fatto di depotenziare o potenziare la vela.

Il trim del depower ti permette di sistemare la tua postura in base al vento che senti in navigazione. Modifica infatti la posizione della barra lungo la cima, allontanando o avvicinando il punto in cui lavora in modo ottimale e permettendoci quindi di ritrovare la posizione corretta a seconda del vento.

La pozione è fondamentale per sentirsi comodi, navigare più serenamente controllando meglio tavola e vela… per bolinare più facilmente e per sperimentarsi in una manovra. Il trim del depower viene proprio qui in tuo aiuto ed ecco perché è così importante...

Che tipo di depower hai nei tuoi kite e a quale sei più affezionato? 

Io ho amato il sistema pull pull… ❤️

ma credo di essere l’unica!